Nuove indicazioni sul sistema di allertamento

A dodici anni dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri che ha segnato la nascita del sistema nazionale di allertamento, una circolare firmata ieri dal Capo dipartimento della protezione civile detta le “Indicazioni per l’omogeneizzazione dei messaggi di allertamento e delle relative fasi operative per rischio meteo-idrogeologico e idraulico”.

La circolare punta a creare i migliori presupposti per l’omogeneizzazione dei metodi, la semplificazione delle procedure e una migliore efficacia complessiva del sistema di protezione civile. Il primo risultato raggiunto- si legge nel comunicato stampa del Dipartimento - è stata la creazione di una corrispondenza biunivoca tra i livelli di criticità e i livelli di allerta, così da “tradurre” l’informazione tecnico-scientifica in un’informazione più immediata soprattutto per i cittadini: non si parlerà più, quindi, di criticità “ordinaria”, “moderata” o “elevata, ma di allerta “gialla”, “arancione” o “rossa”.

Il secondo risultato raggiunto è stato quello di denominare in modo chiaro e uniforme anche le fasi operativeche ai diversi livelli – da quello regionale al provinciale al comunale – i vari soggetti dichiareranno: “attenzione”, “preallarme”, “allarme”.
Infatti, sulla base delle allerte “gialla” o “arancione” o “rossa”, le autorità competenti individueranno, a ciascun livello territoriale, la fase operativa più adeguata per affrontare la situazione, senza però che vi sia un automatismo tra livelli di allerta e fasi operative, poiché la decisione di “mettersi” in attenzione piuttosto che in preallarme è strettamente connessa sia alla capacità di risposta della struttura e alla vulnerabilità del territorio che alle informazioni provenienti non solo dalle attività previsionali, ma anche da quelle di monitoraggio e sorveglianza.

I vincoli sono solo due: attivare almeno la fase di attenzione per un’allerta gialla e arancione e almeno la fase di preallarme per un’allerta rossa.